Aritmia cardiaca, ecco l’ablazione a raggi 0

sala-operatoria-768x432

In caso di aritmia cardiacal’ablazione transacatetere rappresenta la terapia mininvasiva più utilizzata.

 

Le radiazioni ionizzanti

Il problema che si pone è l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, inevitabile nell’ablazione tradizionale a seguito di fluoroscopia (necessaria per visualizzare gli elettrocateteri posizionati all’interno della cavità cardiaca.

Tale esposizione può essere molto lunga e causare danni biologici al paziente ed agli operatori, eventualità mediamente poco considerata anche dagli stessi addetti ai lavori.

 

I sistemi di mappaggio elettroanatomico

Da circa vent’anni, grazie al mappaggio elettronanatomico, è stato possibile curare le aritmie cardiache più difficili e, allo stesso tempo, ridurre l’esposizione ai raggi X rispetto ad una ablazione tradizionale.

Osservando tale riduzione, si è iniziato ad utilizzate il mappaggio anche per le aritmie più semplici, minimizzando e in alcuni casi evitando la fluoroscopia e di conseguenza le radiazioni ionizzanti. Ecco perché si può ragionevolmente parlare di ablazione a raggi 0.

Ciò rappresenta un grande passo avanti in termini di tutela della salute quando, ad esempio, un’aritmia debba essere curata in una donna in gravidanza o in un bambino.

 

L’esperienza dell’Istituto di Cura Città di Pavia

Nel laboratorio di elettrofisiologia ed elettrostimolazione, presso l’Istituto di Cura Città di Pavia, i sistemi di mappaggio elettroanatomico sono impiegati da oltre un decennio.

Negli anni, sul modello statunitense, ad un sistema per trattare aritmie complesse (fibrillazione atriale, tachicardia ventricolare) si è affiancato un secondo sistema utilizzabile anche per quelle più comuni che, fortunatamente, sono le più semplici.

Oggi, lo sviluppo delle tecniche consente un mappaggio ancora più accurato e veloce, grazie ad nuovo nuovissimo sistema.

 

I pro e i contro

Nell’esperienza del laboratorio pavese, in alcuni casi è stato riscontrato un notevole abbattimentodei tempi della fluoroscopia, con dosaggio di radiazioni simile o inferiore rispetto a quello di una radiografia del torace. In alcune aritmie, le radiazioni possono essere del tutto evitate.

Il rovescio della medaglia sono i costi: una ablazione a raggi 0 costa il triplo rispetto ad una tradizionale ed il rimborso che al momento il SSN riconosce per la tecnologia più avanzata non è adeguato.

 

Fonte: Dossiersalute.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *